"R.U.R. La fabbrica dei robot" apre la stagione della Campogalliani
Debutto il 22 ottobre al Teatrino d'Arco con la regia di Maria Grazia Bettini: il testo che nel 1920 inventò la parola robot.

- Prevendita online su Mailticket e teatro-campogalliani.it, biglietteria venerdì e sabato dalle 17.30 alle 19
MANTOVA – Sarà "R.U.R. La fabbrica dei robot" di Karel Čapek ad aprire la nuova stagione teatrale dell'Accademia Teatrale "Francesco Campogalliani". Il debutto è fissato per giovedì 22 ottobre alle 20.45 al Teatrino di Palazzo D'Arco, con la traduzione e l'adattamento di Alberto Jori e la regia di Maria Grazia Bettini.
Le repliche proseguiranno fino a domenica 29 novembre, ogni venerdì e sabato alle 20.45 (con l'eccezione di sabato 24 ottobre) e la domenica alle 16.
Il testo che diede al mondo la parola "robot"
Scritto nel 1920, il dramma portò sui palcoscenici di tutto il mondo il termine "robot", approdando dopo Praga e Aquisgrana nel 1921 a Varsavia, Belgrado e New York l'anno successivo, e poi a Berlino, Vienna, Londra, Parigi e Tokyo. Al centro della vicenda c'è il destino dell'umanità davanti a un progresso scientifico sempre più rapido, tra creazione di esseri artificiali, loro sfruttamento nel lavoro e guerre distruttive. I robot immaginati da Čapek non sono creature meccaniche ma operai artificiali, versioni semplificate dell'essere umano: un'opera che lo stesso autore descrisse come «un ammonimento alla società tecnologica, perché si avveda in tempo del baratro in cui sta precipitando».
Fu lo stesso Karel Čapek, anni dopo, ad attribuire al fratello Josef, pittore e scrittore, la vera paternità della parola "robot".
La regia e il cast
La messa in scena di Maria Grazia Bettini ambienta la vicenda su un'isola lontana dal mondo abitato, in uno spazio costruito attraverso trasparenze e deformazioni, con un'estetica anni Cinquanta fatta di superfici lucide, telefoni e geometrie industriali. «L'idea centrale è che la civiltà umana si sia rifugiata in un'illusione di normalità passata, mentre il mondo, fuori e dentro, si sta trasformando in una catena di montaggio», spiega la regista.
Sul palco saliranno, tra gli altri, Diego Fusari, Giancarlo Santarello, Giovanni Rodelli, Michele Romualdi, Francesco Cantarelli, Adolfo Vaini, Valentina Durantini e Francesca Campogalliani. Le scenografie sono di Daniele Pizzoli, i costumi di Francesca Campogalliani e Diego Fusari.
Biglietti e informazioni
Il biglietto intero costa 25 euro, quello ridotto con sedia numerata 20 euro, secondo il listino pubblicato sul sito del teatro. La prevendita è aperta online su Mailticket e sul sito teatro-campogalliani.it. La biglietteria del Teatrino D'Arco è aperta il venerdì e il sabato dalle 17.30 alle 19; informazioni ai numeri 0376 325363 e 375 7384473.


