Governolese, Garutti decide il derby con l'Asola: "Mi butterei nel fuoco per questa maglia"
Il centrocampista firma il gol vittoria nel derby di Promozione contro l'Asola e dedica il successo allo staff e al massaggiatore Cavazzoni.

- Risposta dopo le sconfitte con Vobarno e Calcinato
Un gol al 28' di Marco Garutti regala alla Governolese il successo per 0-1 sul campo dell'Asola nel derby mantovano della quinta giornata del girone F di Promozione, disputato sabato 11 ottobre. Una vittoria pesante per la squadra di Governolo, arrivata al termine di una gara sofferta e difesa con grande intensità nella ripresa.
Il centrocampista, autore della rete decisiva, ha commentato la prestazione della squadra sottolineando la richiesta del tecnico in settimana. «In settimana il mister ci aveva chiesto solidità – spiega Garutti –. Non era semplice, considerando i tanti giovani in rosa, ma abbiamo dimostrato di esserci. Dopo l'1-0 ci siamo difesi con le unghie e con i denti. Tutti hanno lottato per portare a casa i tre punti. Serviva una risposta, soprattutto a livello mentale, dopo le sconfitte con Vobarno e Calcinato. L'abbiamo data».
Per il capitano dei Pirati, l'incornata vincente su cross basso di Puricella rappresenta la prima gioia in questa stagione. Garutti ha scelto di dedicare il gol a più persone vicine alla squadra: «Un gol molto emozionante, che dedico alla mia famiglia, che mi segue sempre e ovunque, allo staff tecnico, che sta facendo di tutto per raggiungere l'obiettivo, e a Stefano Cavazzoni, nostro massaggiatore che per problemi personali non potrà più stare con noi».
A 35 anni il centrocampista è un punto di riferimento per un gruppo giovane e non nasconde il legame con la propria terra. «Quando mi hanno richiamato, dopo l'esperienza al Porto, dove sono stato benissimo, non ho potuto dire di no. Governolo è casa mia e il cuore ha ricominciato a battere come se avessi 18 anni. Mi butterei nel fuoco per questa squadra», ha aggiunto.
Sul ruolo di guida del gruppo, Garutti ha spiegato: «Cerco di dare l'esempio, perché il calcio è la mia vita. Questi ragazzi sono educati, hanno voglia di crescere e tanto margine. Se ci ascoltano, possono migliorare molto. Dipende solo da loro».
Guardando al prosieguo della stagione, il capitano ha concluso: «Non ci sono squadre materasso, ogni domenica è una battaglia. Servono umiltà e impegno. Io vivo di sfida in sfida. Voglio salvare la Governolese il prima possibile. Poi prenderemo tutto ciò che verrà».


