Pegognaga, l'opposizione contro l'impianto di accumulo nel bosco spontaneo
RiAttiviamo Pego denuncia il consumo di suolo per il nuovo impianto di accumulo energetico e annuncia un'assemblea pubblica sul tema.

- Annunciata un'assemblea pubblica aperta ai residenti
PEGOGNAGA – Riprende l'iter autorizzativo per l'impianto di accumulo energetico da realizzare nell'area del bosco spontaneo di Pegognaga, e con esso tornano le polemiche politiche. Il gruppo consiliare di opposizione "RiAttiviamo Pego" ha attaccato la giunta comunale, denunciando mancanza di trasparenza e assenza di un reale confronto con la cittadinanza sul progetto.
«Nessun dialogo con la comunità»
«La transizione energetica è una necessità, ma non può diventare una giustificazione per qualsiasi scelta, né per cancellare il confronto con la comunità», ha dichiarato il gruppo di minoranza, aggiungendo che l'amministrazione comunale subisce passivamente le decisioni prese da Governo e Regione, rinunciando a difendere le prerogative del territorio e a informare i cittadini.
Dubbi su compensazioni e consumo di suolo
Il gruppo ha sollevato perplessità anche sulle compensazioni ambientali previste per l'abbattimento degli alberi nell'area boschiva: si parla di piantumazioni in rapporto di due a uno, ma secondo l'opposizione servono tempi certi, controlli sul numero effettivo degli abbattimenti, criteri chiari sulla scelta delle specie e verifiche sull'attecchimento a tre anni dalla messa a dimora. Le compensazioni, sottolinea RiAttiviamo Pego, non possono restare semplici dichiarazioni d'intenti.
La critica si estende alla gestione urbanistica complessiva del Comune: a fronte di un Piano di Governo del Territorio che richiama l'obiettivo del consumo di suolo zero, l'amministrazione ha autorizzato quattro impianti fotovoltaici su terreni agricoli oltre all'impianto di accumulo, mentre si stanno insediando due strutture logistiche che, secondo l'opposizione, rischiano di aggravare il traffico lungo la provinciale.
Per questo motivo il gruppo di minoranza ha annunciato l'organizzazione di un'assemblea pubblica aperta a tutti i residenti, per fare chiarezza sull'opera. «Non siamo contrari alla transizione energetica», ha concluso RiAttiviamo Pego, chiedendo però valutazioni trasparenti e la tutela dell'ambiente locale, e sottolineando che un'amministrazione trasparente deve informare, ascoltare e motivare le proprie scelte prima che diventino irreversibili.
Il progetto
L'impianto, proposto dalla società Italy Solar Generation One Limited, era stato autorizzato dalla Giunta di Regione Lombardia già nel 2021, con una delibera proposta dall'allora assessore all'Ambiente Raffaele Cattaneo. Si tratta di un sistema di accumulo elettrochimico da 4x6 MW, con una capacità di 30 MWh/24 MW, composto da batterie agli ioni di litio collocate in 12 container e collegato alla rete nazionale tramite un elettrodotto interrato lungo circa un chilometro.



