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Rinnovo contratto Iveco, Fim Cisl chiede aumenti salariali e più tutele

Presentata la piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto specifico Iveco: aumenti del 3,3% annuo e più tutele per i lavoratori.

Stabilimento Iveco Suzzara
Foto Arianna Mari / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • <parameter name="item">Piattaforma quadriennale (2027-2030) per la parte normativa, biennale per quella economica

MANTOVA – Aumenti in busta paga, tutela del potere d'acquisto, nuove garanzie occupazionali e maggiore coinvolgimento dei lavoratori nei processi di trasformazione industriale: sono questi i punti centrali della piattaforma per il rinnovo del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (Ccsl), applicato anche al Gruppo Iveco, presentata nei giorni scorsi all'assemblea dei delegati dalle sigle sindacali Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr.

All'incontro ha preso parte Monica Tonghini, segretaria generale della Fim Cisl Asse del Po, insieme alla delegazione territoriale composta da Luca Bonali e dal delegato Fim in Iveco Massimo Lomazzo.

Le richieste economiche e normative

La piattaforma ipotizza una validità quadriennale per la parte normativa (2027-2030) e biennale per quella economica. Sul fronte retributivo, le sigle sindacali chiedono un incremento della paga base del 3,3% annuo per il 2027 e il 2028, pari a circa 150 euro medi mensili a regime, oltre a un potenziamento del premio di risultato, l'adeguamento della previdenza complementare e la blindatura dei superminimi individuali. Sul versante normativo l'obiettivo è un rafforzamento della sicurezza sul lavoro, nuove tutele per i precari e un'estensione dei permessi.

Formazione e intelligenza artificiale

Tra i temi al centro della piattaforma figura anche l'impatto delle nuove tecnologie sulla produzione. «Per i lavoratori Iveco questo rinnovo rappresenta uno snodo cruciale per recuperare potere d'acquisto e garantire una crescita salariale concreta in una fase di profonde trasformazioni dell'automotive», ha dichiarato Monica Tonghini. «Le innovazioni e l'introduzione dell'intelligenza artificiale devono essere governate attraverso il dialogo e la partecipazione dei lavoratori – ha aggiunto la segretaria della Fim Cisl Asse del Po –. È essenziale valorizzare le competenze interne e assicurare un confronto preventivo su tutte le ricadute occupazionali».

La piattaforma è ora al vaglio delle votazioni tra le rappresentanze aziendali, in vista della trattativa per il rinnovo del contratto, in scadenza il prossimo 31 dicembre 2026.

La vertenza coinvolge in particolare lo stabilimento di Suzzara, che conta circa 2.500 lavoratori diretti a cui si somma l'indotto, e si inserisce in una fase già segnata dall'incertezza legata al passaggio di proprietà di Iveco al gruppo indiano Tata Motors, operazione che negli ultimi mesi ha alimentato le preoccupazioni dei sindacati territoriali sul futuro occupazionale del sito mantovano.

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